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Edizioni Saecula

© 2021 - Litteralia

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Carlo Angelo Tosi
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Un milanese nel Nuovo Mondo
Le Indie di Girolamo Benzoni

Girolamo Benzoni è un personaggio su cui è necessario tornare periodicamente, perché il suo ricordo non rimanga confinato nelle aule delle Università.

  (C.A. Tosi)

Leggi e ascolta...

Dall'Introduzione

Dal 1519, anno in cui Hernán Cortés sbarcò sulle coste dello Yucatan, l’espansione europea verso le Indie Occidentali assunse i toni di un’epopea collettiva. L’avventura e il racconto di Girolamo Benzoni s’inseriscono in questa storia. Un viaggio eccezionale, un racconto complesso, come molti altri che, a partire dalla fine Quattrocento, suscitarono l’attenzione degli Europei. La Historia del Mondo Nuovo di M. Girolamo Benzoni Milanese affronta le difficoltà di raccontare un Mondo assolutamente sconosciuto, di farne percepire le diversità, di descriverne le piante, gli animali e gli uomini. Il libro prova a raccontare i colori, gli odori, le sensazioni (...)

Il compito non era facile per chi scriveva e ancor più difficile per chi leggeva. L’Europeo mancava degli strumenti adeguati per poter percepire una realtà che sconvolgeva quello che era stato, sino ad allora, il “suo” mondo. In più, come poche altre opere, La Historia del Mondo Nuovo tratta il tema delicato della conquista senza porsi limiti di critica (...)

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Indiana meravigliosa in Cumana

"Costei era tutta ignuda, salvo la parte vergognosa, che così costuma tutto il paese, era vecchia, dipinta di nero, coi capelli lunghi infino alla centura, è gli anellini dell'orecchie gli haveva tanto è tanto tirati, che sidistendevano in fin su le spalle, cosa meravigliosa da vedere; la gli haveva seβi per lo mezzo, e tutti pieni d'anella d'un certo legno lavorato, molto leggeri, ilqual legno in lingua lora, si chiama Cacoma.

(da La Historia del Mondo Nuovo di M. Girolamo Benzoni Milanese)

Come nacque il detto "l'uovo di Colombo" secondo il racconto di Girolamo Benzoni:

"

Trovandosi dunque Colombo ad un convito con molti nobili Spagnoli, nel quale si parlava delle Indie, uno di loro ebbe a dire: “Signor Cristoforo, anche se voi non aveste trovato le Indie, non sarebbe mancato uno come voi che tentasse la vostra stessa impresa qua in Spagna, che è piena di grandi uomini assai intelligenti, cosmografi e letterati. Colombo non rispose a queste parole, ma fattosi portare un uovo, lo pose in tavola, dicendo: “Io voglio, Signori, fare una scommessa, con chiunque di voi, che non sareste capaci di far stare in piedi quest'uovo come farò io, nudo e senza alcun sostegno.” Provarono tutti e nessuno riuscì a farlo stare in piedi; come capitò nelle mani di Colombo, lo fissò sulla tavola schiacciandolo un po' dalla parte della punta; tutti rimasero smarriti, comprendendo ciò che voleva dire; che dopo il fatto tutti sono bravi a fare, dovevano cercare le Indie e non prendersi gioco di chi le aveva cercate prima

"

Il lavoro dello scrittore

  • Se dovessi sintetizzare in poche righe il messaggio del libro?

    Quando si tratta di argomenti storici, i messaggi sono molti. In questo caso il male della conquista del Nuovo Mondo, il bello dell’esplorazione e della scoperta, il coraggio di un giovane e poi dell’anziano che critica i conquistadores e nello stesso tempo si accusa.

    Chi è il lettore ideale del tuo libro?

    Un esploratore che seppur fermo ha voglia di viaggiare e di conoscere, leggendo il passato, per comprendere il presente.

  • Che suono ha questo romanzo?

    " Credo che a Girolamo Benzoni sarebbe potuta piacere
    "                         Carlo Angelo Tosi

    Materiali di approfondimento

    Apparso per la prima volta a Venezia nel 1565, il libro ebbe solo due edizioni in lingua italiana. Non fu quindi, in un primo momento un gran successo.
    Divenne un best seller quando fu tradotto in latino, francese, tedesco, olandese.
    La traduzione nelle lingue europee permise al libro di raggiungere una trentina di ristampe, tra il XVI e XVII secolo, e di diffondersi nei Paesi che avversavano la potenza imperiale spagnola e nelle comunità protestanti, che mal la sopportavano e la temevano. Indicativo della forza della critica contenuta nel testo è il fatto che in Spagna il libro fu tradotto e pubblicato per la prima volta solo nel 1989.

    Scrive Tzvetan Todorov in La conquista dell’America. Il problema dell’«altro»:

    Voglio parlare della scoperta che l’Io fa dell’Altro. L’argomento è vastissimo. Non appena lo abbiamo formulato nei suoi termini generali, lo vediamo subito suddividersi in molteplici categorie e diramarsi in infinite direzioni. Possiamo scoprire gli altri in noi stessi, renderci conto che ognuno di noi non è una sostanza omogenea e radicalmente estranea a tutto quanto non coincide con l’Io: l’Io è un altro. Ma anche gli altri sono degli Io […]”.
    Penso che tutti noi quando osserviamo il Mondo concentriamo lo sguardo solo in un punto e ci perdiamo tutto quello che è intorno. Così non ci accorgiamo della scena, ma non comprendiamo nemmeno chi sia veramente l’Altro, spesso ne abbiamo timore, così ci perdiamo la sua essenza e la sua storia. Così come non ci accorgiamo del bene e del male, che coincidono nel camino nell’evoluzione. Penso che il bene e il male siano categorie troppo strette per giudicare la Storia. Girolamo Benzoni e il suo testo sono importanti per questo: per allargare il nostro orizzonte. Non è il male compiuto dai conquistadores e "il più grande genocidio della storia dell'umanità", ma il cammino percorso dall'umanità quello che è necessario osservare. Questo è il perché di questo saggio. Infatti, non sono così importanti le date e l'avventura narrata, ma il pensiero che tutto racchiude.

    Il prof. Alberto Guaraldo a proposito di Girolamo Benzoni

    Con D-Visite Arte

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