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Alberto è prima di tutto un poeta.
Il suo contatto con la scrittura avviene traducendo i testi dei gruppi e dei cantautori angloamericani degli anni '70. È così che si rende conto che la poesia contemporanea è decisamente diversa da quella che legge sui libri di scuola. E capisce che può essere un sistema di espressione alternativo a quanto già sta facendo in quel momento con la pittura astratta, qualcosa che gli permetterebbe di affrontare meglio certi temi, di dare punti di vista differenti.
Per lui essere uno scrittore è essere una figura pubblica al servizio degli altri. Che – attraverso le proprie opere – tenta di farli riflettere su problemi e situazioni attuali, aiutandoli a trovare, se possibile, delle soluzioni.
La prima poesia la scrive all’età di 7 o 8 anni. Molto idilliaca, parlava della luna piena. Si chiede se fosse un presentimento. Più seriamente, considera il proprio esordio poetico quello che, verso la metà degli Anni Settanta, prende in esame la realtà rodigina dove vive e che diverranno il nucleo de Opera Prima – Non voglio morire a Rovigo.

Il mio peggior difetto come scrittore? Non lecco il culo a nessuno. "
Alberto Rizzi ci accompagna in una panoramica del suo romanzo, scritto dopo un'esperienza personale giovanile nei gruppi dell'ultrasinistra. Una narrazione degli Anni di Piombo "dal di dentro", che ne svela alcuni meccanismi ed evidenzia le molte tare di quelli che "volevano fare la rivoluzione" senza rendersi conto di essere invece pedine di un gioco "sporco e basso".
Rituale: nessuno. Al massimo posso dire che c’è un percorso con delle “tappe fisse” durante la scrittura di una raccolta poetica: manoscritto (da qualche tempo, ahimé, anche scrittura al PC…), correzione prima della battitura, poi una serie di riletture prima della stesura finale; che comunque viene controllata una volta ancora, prima di arrivare alle bozze definitive. Però per la prosa, nella quale sono meno versato, le riletture non si sono contate.
Mi guida la penna: un’illuminazione. Parola forse troppo impegnativa,

Di musica e libri...
Sono poeta molto più che prosatore: questi sono i titoli che mi hanno aperto la strada della poesia; i poeti "veri", quelli "su carta" vennero dopo e ancora adesso seguo con molta attenzione l'evoluzione del testo nella musica pop e rock: anche i cantautori italiani - da De Gregori a Fossati, da Testa a De Andrè - ebbero e hanno il loro peso.

di J.R.R. Tolkien
Anni di piombo. Dopo la morte di Aldo Moro e il processo del 7 aprile 1979, un manipolo di giovani dell’Autonomia Operaia, l’Ottobre Rosso, si barcamena tra assemblee, volantini, vetrine prese a sassate. Quando il loro leader perde la vita in un banale incidente, le dinamiche e i ruoli all’interno del gruppo mutano. L’Ottobre Rosso cerca la rivoluzione, ma alla grande. Pedine inconsapevoli di un politico che “sorride di un sorriso sporco e basso”, si illudono di poter cambiare la Storia. Ma le cose non vanno per il verso giusto.
Una vicenda che sarebbe potuta accadere davvero.
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