Alberto Carollo

Alberto Carollo è nato a Thiene (Vi) nel 1966. Ha pubblicato libri di narrativa e cura laboratori di scrittura creativa per enti e privati. È web content manager per sulromanzo.it e collabora con siti di informazione culturale. (albertocarollo.it)


 

Di musica e libri...


 
 

Difficile condensare in pochi titoli le cose che ho amato e che amo, ascoltando vari generi, ma se provo a pensare se dovessi portarmi solo 5 brani da ascoltare se finisco naufrago nell'isola di Lost, probabilmente sarebbero questi...

Mad World, Gary Jules

Colonna sonora di un film che ho adorato, Donnie Darko. Straripa malinconia da ogni poro, ma questo brano e il disagio che trasmette continua a visitarmi nel corso degli anni, come la frase "E trovo che sia divertente / E trovo che sia una cosa triste / che i sogni nei quali sto morendo siano i migliori che io abbia mai fatto". 

Qui una versione abbastanza "decente" di una mia esecuzione: 

 

Kind of blue, Miles Davis

Il capolavoro di Miles Davis. Incursioni nel territorio della musica modale. Ogni volta che lo ascolto e chiudo gli occhi, l'immagine che mi si forma nella mente è quella di una sauna o di un bagno turco immerso nella semioscurità, con fuori la notte e solo la luce argentea della luna. Non lo so perché.

Sultans Of Swing, Dire Straits

Non potevo non indicare un brano di cui non mi sono ancora fatto una ragione. Ci sono tutte le ristrettezze dei Dire Straits prima del successo planetario, per sbarcare il lunario nei pub londinesi. Il sogno di una piccola band che fa musica esclusivamente per passione. L'andamento quasi monotono della canzone e il suono cristallino del solo finale, in sedicesimi, dove capisci perché Douglas Adams diceva che la chitarra di Mark Knopfler era come la voce degli angeli il sabato quando si rilassano con una pinta di birra.

 

Overkill, Men At Work

Scritto da Colin Hay che compare anche in uno spassoso cameo di Scrubs, in apertura della seconda stagione. Una progressione armonica che mi ha incalzato ad impararne due o tre versioni con accordature diverse. Delizie da chitarristi.

 

Mercy Street, Peter Gabriel

Peter Gabriel dedica questa sontuosa ballad (da notare le percussioni) ad Anne Sexton, poetessa scrittrice e femminista militante. Grande atmosfera, un "sogno che diviene solido" per citare un verso della Sexton che confluisce nel brano di Gabriel. Letteratura che nutre la musica e viceversa.

Dialogo con Gian Mario Villalta

Per la collana Di storie in Storia. Nessuno testimonia per il testimone, dialoghi con scrittori che seguono non tanto piste cronologiche o dogmi, ma fili tematici, ramificandosi in molteplici ambiti.

Conclusa la grande narrazione del nord-est, quello che resta al Triveneto rischia di essere un pulviscolo di realtà locali, che si negano reciprocamente, e che autoriflettono la propria condizione di esistenza. Il cosiddetto glocal, fusione ed esasperazione insieme del locale e del globalizzato, trova nel Triveneto il proprio trionfo, con tutte le differenze che si possono riscontrare.”