Il musicista e l'imperatore, di Piero Isgrò

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ISBN: 978-88-906426-4-7
Data pubblicazione: luglio 2012
Pagine: 317
Disponibile anche in ebook

“Io non sono destinato alla felicità,” aveva più volte detto. “Ogni volta che credo di afferrarla, possederla, mi sfugge. Come una bolla di sapone che si colora coi riflessi invisibili del cielo e si culla nell’aria fino a dissolversi.”

A Puteaux, in una villa nei sobborghi di Parigi, Vincenzo Bellini si sta lentamente spegnendo. 

Lo assiste il giardiniere Joseph Hubert, figlio di un militare dell’esercito napoleonico, che senza dubbio se la sa cavare meglio con i fiori che con la malattia.
Nel tepore della stanza al piano di sopra, il musicista ripercorre in una trasognata agonia i momenti più significativi della propria esistenza fatta di suoni, di figure, di lingua materna, di gloria perduta. 

E il figlio del vecchio soldato, nel silenzio delle cure per un corpo che si consuma, torna con la mente ai racconti del padre, alle campagne napoleoniche e all’Imperatore che come Bellini moriva solo, a Sant’Elena, sognando trionfi passati e rivalse improbabili. 

Nella villa, oltre a Hubert, due padroni di casa troppo affaccendati nello sfuggire alle proprie meschinità, un dottore pratico di medicina quanto di artiglieria e una petulante servetta. Fuori, intanto, gli amici se la spassano giocando a whist nei salotti, mentre colleghi invidiosi, amanti perdute, vedove e reduci continuano la loro vita volgendo solo di tanto in tanto lo sguardo verso la finestra, lassù. 

Nessuno è escluso da questo racconto, che si radica in un episodio piccolo e si estende ai grandi eventi della Storia. Vincenzo Bellini e Napoleone Bonaparte, un musicista e un imperatore: entrambi ufficialmente morti per cause naturali. Ma forse assassinati. 

Da Catania a Parigi a Sant’Elena, tra storia e vita, mito e verità, quotidianità, grandezza e una sconfinata struggente solitudine.


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Piero Isgrò

Giornalista e scrittore, Piero Isgrò è nato a Catania. Caposervizio della terza pagina e della sezione Spettacoli per il quotidiano La Sicilia fino alla fine degli anni Settanta, in seguito è stato responsabile della redazione Rai di Catania. Vincitore, nell’edizione del 1985, del premio giornalistico la Giara d'argento per i servizi sul sequestro dell'Achille Lauro, nello stesso anno ha scritto una commedia sulla vita di Vincenzo Bellini, edita da Maimone e andata in scena per due mesi al Teatro Stabile di Catania, con la regia di Sandro. Dall’inizio degli anni Novanta ha lavorato per il TG1, prima nella redazione Società, poi come vicecaporedattore di Cultura. Tornato nella sua città dieci anni dopo, ha pubblicato tre romanzi a puntate su La Sicilia e, per sei anni, ha tenuto una rubrica di costume su Telecolor-video3.
Isgrò, che fa parte della giuria del Premio letterario Brancati Zafferana, ha scritto anche Patrizi e borghesi e Labari e campanili, pubblicati dall’editore Sanfilippo, il romanzo Il vulcano spento con le SBC Edizioni e il saggio L’orologio di celluloide, edito dalle Pilgrim.

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