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ISBN: 978-88-98291-00-7
Data pubblicazione: dicembre 2012
Pagine: 511
Traduzione di Luca Salvatore
Dioniso è il dio che viene da lontano, dio esuberante, dio errante, dio dell’ebbrezza e della terribilità dell’esistenza. Strano dio che si manifesta differentemente: da un lato è colui che ogni anno, ad Atene, prende in sposa la moglie dell’arconte-re; d’altro lato è colui che impera sull’Aventino romano. Ma è anche il dio di tutti gli eccessi.
Altri studiosi hanno, prima e dopo Jeanmaire, trattato Dioniso. Ma per chi ha avuto la fortuna di venire dopo di lui, la sua opera, apparsa per la prima volta nel 1951, è un punto di partenza imprescindibile.
Questo celebre saggio ha segnato una tappa nella storia delle religioni: l’autore ha fatto mostra di un’enorme conoscenza dei culti degli dèi servendosi di nozioni tratte dall’etnografia e ha osato infrangere il tabù sul carattere incomparabile della religione greca evidenziandone le pratiche e le concezioni mediante raffronti con le correnti mistiche dell’Islam e dell’Africa nera. Il Suo Dioniso resta un’opera di riferimento per chi si occupi di religione greca, ma è anche un documento sul costituirsi in scienza della storia delle religioni.
Henri Jeanmaire (nato nel 1884 – scomparso tragicamente nel 1960) ha occupato la cattedra di religione greca all’École pratique des Hautes Études. Tra le sue opere ricordiamo: Le messianisme de Virgile (1930), La Sibylle et le retour de l’âge d’or (1939), (Couroi et Courètes (1939).
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